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Fonte:
http://wiki.vtiger.com/index.php/Installation_How_To's
giovedì 25 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
Montare in automatico all'avvio hard disk ext3.
Prima di montare qualunque hard disk con qualunque file system ricordate che deve essere formattato, non
potete montare un hard disk nuovo non ancora formattato. Qui trovate le indicazioni per formattare un hard
disk.
Per montare in automatico un hard disk con file system ext3 basta semplicemente inserire una stringa nel file /etc/fstab come questa:
/dev/NOME_PARTIZIONE /media/PUNTO_DI_MOUNT ext3 rw,defaults 0 0 Ma vediamo nel dettaglio la procedura da seguire:- prelevare il nome esatto dell'hard disk attraverso il seguente comando:sudo fdisk -l Vi comparirà la lista dei vostri hard disk, cercate quello che volete montare e fatemolta attenzione, poichè avrà come file system indicato Lynux (ovvero ext3). Sarà qualcosa del genere: /dev/NOME PARTIZIONE - create un punto di mount, ovvero una cartella dove montare l'hard disk. (N.B. Si tratta di un percorso, ficicamente i dati risiedono nell'hard disk che andrete a montare.) Utilizzate il seguente comando. sudo mkdir /media/PUNTO DI MOUNT Dove per PUNTO DI MOUNT s'intende la cartella dove volete montare il vostro hard disk. Un esempio potrebbe essere questo: sudo mkdir /media/disco2- adesso attraverso nano o gedit aggiungete la seguente riga al file fstab per attivare il mount all'avvio del computer: sudo nano /etc/fstab/dev/NOME_PARTIZIONE /media/PUNTO_DI_MOUNT ext3 rw,defaults 0 0 Per applicare le modifiche apportate al file fstab digitate il seguente comando: sudo umount -a sudo mount -a
Il primo comando restituirà degli errori, dati dal fatto che il comando
cerca di smontare partizioni di sistema, ovviamente non smontabili. Commentate se ci sono difficoltà o dubbi.Fonti:http://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/DispositiviPartizioni/MontarePartizioni/Ext3
giovedì 4 agosto 2011
Linux 3.0 è pronto al debutto!
Linux 3.0 è stato rilasciato ufficialmente e già ci sono diverse distribuzioni pronte ad adottarlo tra cui anche la popolare Ubuntu.
È stata rilasciata da qualche giorno la versione 3.0 del kernel del famoso sistema operativo open source. [...] le novità sono diverse anche se quelle più significative sono focalizzate sul supporto all’hardware tipo Microsoft Kinect, Apple iSight, Intel Ivy Bridge, Sandy Bridge e processori APU di AMD Fusion, oltre a migliorati driver grafici.
Diverse sono le distribuzioni che stanno per adottare il nuovo kernel, la prima a fregiarsi dell’utilizzo della nuova release è stata la Finnix 102 che però è una distribuzione per amministratori di sistema, contiene principalmente tool per la gestione e recovery dei dischi e strumenti di rete, mentre la più famosa Ubuntu adotterà il nuovo kernel dalla versione 11.10 che al momento è in alpha 2.
Le novità introdotte nella versione 11.10 saranno molte e, oltre all’adozione dell’ultima release del kernel con le funzionalità di autodefrag del filesystem, ottimizzazione generale delle performance, funzionalità di sicurezza e il supporto esteso per la virtualizzazione su Xen, avrà preinstallato Firefox 5 (si parla anche del 6 con accellerazione GPU per la versione alpha 3 che dovrebbe essere rilasciata a breve) come browser, Thunderbird 5.0 come client e-mail, una versione dell’interfaccia grafica Unity ancora più personalizzabile che adotta Ayatana Scrollbars e temi ottimizzati per le GTK 3, una utility di BackUp e Restore chiamata Deja Dup semplice e di immediato utilizzo oltre ovviamente a tutte le ultime versioni dei software.
Diverse sono le distribuzioni che stanno per adottare il nuovo kernel, la prima a fregiarsi dell’utilizzo della nuova release è stata la Finnix 102 che però è una distribuzione per amministratori di sistema, contiene principalmente tool per la gestione e recovery dei dischi e strumenti di rete, mentre la più famosa Ubuntu adotterà il nuovo kernel dalla versione 11.10 che al momento è in alpha 2.
Le novità introdotte nella versione 11.10 saranno molte e, oltre all’adozione dell’ultima release del kernel con le funzionalità di autodefrag del filesystem, ottimizzazione generale delle performance, funzionalità di sicurezza e il supporto esteso per la virtualizzazione su Xen, avrà preinstallato Firefox 5 (si parla anche del 6 con accellerazione GPU per la versione alpha 3 che dovrebbe essere rilasciata a breve) come browser, Thunderbird 5.0 come client e-mail, una versione dell’interfaccia grafica Unity ancora più personalizzabile che adotta Ayatana Scrollbars e temi ottimizzati per le GTK 3, una utility di BackUp e Restore chiamata Deja Dup semplice e di immediato utilizzo oltre ovviamente a tutte le ultime versioni dei software.
Fonte:
http://www.dday.it/redazione/3992/Linux-30-pronto-al-debutto.html
Gestione degli utenti in Linux Ubuntu Server - Password e permessi
Prima di vedere come si cambia la password di un utente ricordiamo come modificare la password root:
sudo passwd
dovrete inserire la vecchia password e successivamente la nuova ed il gioco è fatto.
Per modificare la password si un utente basta aggiungere il nome utente alla fine:
sudo passwd utente
inserite la nuova password 2 volte ed il gioco è fatto! Facile vero?
Inoltre è possibile stabilire una password a tempo per gli utenti utilizzando l'opzione -x di passwd e indicando il tempo con un numero intero che indica i giorni:
sudo passwd -x 30 utente
Nel codice precendente l'utente vedrà scadere la sua password dopo 30 giorni.
Inoltre con l'opzione -w avviseremo l'utente dell'imminente scadenza della password e che urge cambiarla:
sudo passwd -w 2 utente
Nel codice precedente l'utente riceverà un avviso che lo invita a rinnovare la password poichè mancano 2 giorni alla sua scadenza.
Con l'attributo -S invece riceviamo un riepilogo sullo stato dell'account dell'utente, se un utente lancia il seguente comando:
passwd -S
mostra le informazioni riguardanti l'utente.
Invece:
sudo passwd -S utente
l'amministratore richiede i dati di un utente.
ATTENZIONE SONO DATI SINTETICI
Di seguito è riportato un esempio di risultato ad una richiesta d'informazioni di un utente:
utente P 12/06/2009 0 30 2 5
Ecco la legenda dei campi:
- il nome dell’utente;
- P = l’utente può utilizzare una password per avere accesso al sistema;
L = l’account è bloccato;
NP = non è presente alcuna password;
- la data in cui è avvenuta l’ultima modifica alla password;
- il numero minimo di giorni che devono per la modifica della password (0, l’utente può cambiare la password tutte le volte che vuole);
- la durata massima della password in giorni (30);
- quanti giorni prima della scadenza della password si deve inviare all’utente un messaggio di avvertimento (2);
- dopo quanti giorni dalla scadenza della password si deve disattivare l’account dell’utente (5, se mettiamo -1 l'opzione è disabilitata).
Fonti:
martedì 2 agosto 2011
Backup incrementale tra due server Ubuntu in rete.
Installare rsync sul server Linux se non presente
La maggiorparte delle distribuzioni Linux viene fornita con rsync, comunque consiglio sempre di verificare se presente su vostro sistema con un semplicissimo comando:
rsync
se non vi dà errore il soft è presente altrimenti lo potete installare semplicemente con il classico
sudo apt-get install rsync
Comando di backup
Se rsync è operativo procedete con il comando di backup che ora vedremo nel particolare
rsync --recursive --compress --progress -vv --delete --exclude='*.serialized' --exclude='.svn' --exclude='tmp/' root@mioserver.com:/usr/percorso/file/remoti/ c/percorso/cartella/backup/locale/
rsync: richiama il software
--recursive: indica ad rsync di copiare non solo i file contenuti della cartella remota indicata, ma anche tutte le sottocartelle ed il relativo contenuto
--compress: applica la compressione "al volo" ad alcuni file, riducendo un po' il consumo di banda (.zip, .mp3 ed altri formati già compressi vengono trasferiti così come sono, poiché non vi sarebbero benefici)
--progress -vv: mostra alcune informazioni addizionali durante il trasferimento, fra cui il nome del file, la durata del trasferimento, la velocità media eccetera
--delete: induce rsync a cancellare tutti i file nel percorso di destinazione (quello locale, nel nostro caso) che non siano presenti nella sorgente. Utilissimo per mantenere "fotocopie" sempre super-aggiornate, e senza file obsoleti
--exclude: indica ad rsync di escludere dal fotocopiaggio tutti i file e le cartelle che presentino la stringa .serialized nel nome, tutti i file e le cartelle di nome .svn e tutte le cartelle di nome tmp
c/percorso/cartella/backup/locale/:
root@mioserver.com:/usr/percorso/file/remoti/:
- root è il nome utente da utilizzare per l'accesso al server remoto
- mioserver.com è l'indirizzo del server remoto
- /usr/percorso/file/remoti/quale cartella del server remoto volete fotocopiare? indicatelo qui. Ricordate di concludere il percorso con una barra (/), oppure vi ritroverete con un livello gerarchico aggiuntivo in locale. In caso dobbiate gestire degli spazi nel percorso, racchiudete tutto fra apice e doppioapice ('"): '"/usr/percorso file remoti/"'
N.B.
Stiamo lavorando su due server, di cui il server A fa il backup sul server B, potete eseguire rsync o dal server A dal quale fare il backup o dal server B dove verrà salvato il backup; nel primo caso il rsync invierà i dati al server A al server B destinato al salvataggio backup e nel secondo caso sarà il server B che è destinato al salvataggio preleva i dati dal server A d'origine. Spero si più chiaro.
Potete completare il comando rsync aggiungendo i seguenti comandi:
-e ssh: che utilizza ssh come protollo di comunicazione, occhio ad aver attivato l'ssh su entrambi i server (se sono le ultimo dist è già attivo in automatico, nelle vecchie meglio che verificate)
> LogDocumenti.log (va aggiunto alla fine): scrive l’output del comando nel file LogDocumenti.log
Auguri di un buon backup!
Fonti
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